Il suo nome, spesso citato con
l’aggiunta dell’aggettivo cinese per reclamizzare qualche prodotto
dalle virtù medicinali, fa venire alla mente scenari esotici, non
sospettando invece che il rabarbaro è diffuso nel nostro territorio
allo stato spontaneo, specie in montagna.
Il nome del genere è
Rheum e dato che viene coltivato in India e in Cina, che per gli antichi erano terre di barbari, fu definito
Rheum barbarum, da cui rabarbaro.
Per i Cinesi, che apprezzavano la sua bellezza unita alle sue proprietà medicinali, era
il simbolo della bellezza fertile.
La graziola, pianta dell’umanità
La Gratiola officinalis, è una pianta nota anche con il nome di “stancacavallo”, o “erba dei miracoli e della morte”.
Questo ultimo nome deriverebbe dal fatto che alcuni testi antichi tramandano che, nei secoli XVI e XVII, la graziola
veniva usata come medicamento ottenendo risultati straordinari e... decessi altrettanto sorprendenti!
Non compare in nessuna delle opere botaniche o mediche dell’antichità: se ne ha notizia per la prima volta nel 1536, quando
trova spazio nell’Herbolario vulgare stampato a Venezia.
Fiore solitario dalla corolla
bianco-rosea,
la graziola simboleggia l’umanità.
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