domenica 24 febbraio 2013

Il rabarbaro, pianta della fertilità

Il suo nome, spesso citato con l’aggiunta dell’aggettivo cinese per reclamizzare qualche prodotto dalle virtù medicinali, fa venire alla mente scenari esotici, non sospettando invece che il rabarbaro è diffuso nel nostro territorio allo stato spontaneo, specie in montagna.


Il nome del genere è Rheum e dato che viene coltivato in India e in Cina, che per gli antichi erano terre di barbari, fu definito Rheum barbarum, da cui rabarbaro.

Per i Cinesi, che apprezzavano la sua bellezza unita alle sue proprietà medicinali, era il simbolo della bellezza fertile.


La graziola, pianta dell’umanità


La Gratiola officinalis, è una pianta nota anche con il nome di “stancacavallo”, o “erba dei miracoli e della morte”.



Questo ultimo nome deriverebbe dal fatto che alcuni testi antichi tramandano che, nei secoli XVI e XVII, la graziola veniva usata come medicamento ottenendo risultati straordinari e... decessi altrettanto sorprendenti!

Non compare in nessuna delle opere botaniche o mediche dell’antichità: se ne ha notizia per la prima volta nel 1536, quando trova spazio nell’Herbolario vulgare stampato a Venezia.

Fiore solitario dalla corolla bianco-rosea, la graziola simboleggia l’umanità.

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