Originaria dell’Asia, veniva usata dagli Indiani sin dai tempi più remoti come medicamento: le sue proprietà terapeutiche erano note anche al tempo di Plinio il Vecchio.
La pianta si lascia ammirare per le eleganti foglie simili a quelle dell’iris, che sprigionano, insieme alle radici tuberose, un profumo aromatico molto simile a quello del ginseng.
La sua infiorescenza è modesta, nascosta dalle foglie, ma per una pianta così elegantemente profumata è una mancanza perdonabile. Il calamo aromatico simboleggia la prudenza
La calmante valeriana
La valeriana, dai fiori bianchi o rosati, cresce spontaneamente nelle nostre regioni ed è da sempre utilizzata per le proprietà calmanti dei principi che si estraggono dalla sua radice.
“L’erba valeriana ogni mal resana” recita un vecchio adagio, a testimonianza della grande stima di cui gode questa pianta. Anche in Inghilterra è molto apprezzata ed è nota col nome di poor man’s remedy.
Una vecchia leggenda narra che il demonio, invidioso del potere della valeriana, si accaniva contro le radici di quest’erba, addentandole nel tentativo di distruggerle: per questo è conosciuta anche con il nome di “morso del diavolo”.
La valeriana simboleggia la disposizione d’animo accomodante.
L’iperico, pianta tenace
Dell’iperico
due sono gli aspetti che colpiscono: la luminosità del giallo vivo dei
suoi fiori e la tenacia che lo fa vegetare senza però fiorire, se il
luogo dove vive è troppo ombreggiato.
Si tratta quindi di una pianta solare che nel Medioevo era associata agli umori collerici e veniva usata contro l’isteria oppure, in tutt’altra situazione, contro l’itterizia.
L’iperico, dal profumo simile a quello dell’incenso, era famoso col nome di fuga daemonorum ed era utilizzato in pratiche magiche per cacciare i demoni e gli spiriti delle tenebre.
Oggi la pianta è conosciuta anche col nome di “mille buchi”, per i fori che punteggiano le sue foglie. Nel linguaggio dei fiori l’iperico simboleggia la pazienza.
Il polemonio, fiore della serenità
Il
polemonio, erba perenne delle Polemoniacee, è caratterizzato da fitte
foglioline e deliziosi fiori a campanula azzurri o bianchi riuniti in
pannocchie.
Molto diffusa nei nostri giardini, questa pianta delicata, conosciuta anche con il nome di “valeriana greca”, ha la caratteristica di avere delle foglie a segmenti lanceolati che, disposte simmetricamente lungo lo stelo, ricordano i pioli di una scala.
Per questo è detta “scala di Giacobbe”, con riferimento all’episodio biblico della Genesi, nel quale Giacobbe vede in sogno una scala che unisce la terra al cielo, sulla quale scendono gli Angeli del Signore.
Il polemonio è simbolo della serenità e della dolcezza d’animo
L’elicriso, per farsi ricordare
L’Helichrysum bracteatum,
conosciuto col nome di “semprevivo” e “immortale”, è una pianta dai
fiori cartacei e riuniti in corimbi giallo chiaro, che si possono
facilmente essiccare e utilizzare come fiori invernali per diverse
composizioni floreali.
Si narra che un giovane, dovendo abbandonare la propria amata per andare in guerra, le fece dono di un mazzo di elicrisi: questi, impietositi dall’infelice amore, chiesero di non morire, perché la donna potesse godere per sempre della loro vista e ricordare così il proprio uomo.
Nel linguaggio dei fiori, l’elicriso indica il desiderio di essere ricordati; da altri, non si sa bene perché, è ritenuto simbolo dell’esilio.
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