domenica 24 febbraio 2013

Cerimonia religiosa e civile: come sono cambiate le formule

Sapevate che la cerimonia del matrimonio cattolico si svolge con una nuova formula? La tradizionale io prendo te... è stata infatti sostituita da io accolgo te.... Si tratta di un cambiamento non solo formale, ma sostanziale: uomo e donna sono, infatti, l´uno per l´altra, un dono di Dio che va letteralmente accolto. Le formule del matrimonio civile sono invece molto più semplici e il rito è più breve. In questo articolo scopriamo insieme nel dettaglio quali sono le differenze tra la cerimonia del matrimonio cattolico e quella del matrimonio civile, e le ultime innovazioni che sono state introdotte: cambiamenti importanti, non solo formali ma decisamente sostanziali.

Sapevate che la cerimonia del matrimonio cattolico si svolge con una nuova formula? La tradizionale io prendo te... è stata infatti sostituita da io accolgo te.... Si tratta di un cambiamento non solo formale, ma sostanziale: uomo e donna sono, infatti, l’uno per l’altra, un dono di Dio che va letteralmente accolto. Le formule del matrimonio civile sono invece molto più semplici e il rito è più breve. In questo articolo scopriamo insieme nel dettaglio quali sono le differenze tra la cerimonia del matrimonio cattolico e quella del matrimonio civile, e le ultime innovazioni che sono state introdotte: cambiamenti importanti, non solo formali ma decisamente sostanziali.

Il matrimonio religioso

Negli ultimi anni la Chiesa ha maggiormente prestato attenzione alle esigenze che provengono dai giovani sposi rendendo più elastica la cerimonia religiosa. Molti sono, infatti, i cattolici cristiani, credenti ma non praticanti, che desiderano comunque sancire la propria unione in chiesa, con un rito religioso a cui viene ancora attribuito un grande valore. Per cui la cerimonia di matrimonio conserva le sue caratteristiche tradizionali, anche se, nella liturgia, sono state aggiunte alcune accortezze che tengono conto delle esigenze che si sono fatte strada nel tempo.
Il libretto di matrimonio riporta per esteso tutto il rito, dalla benedizione alle letture alla preghiera finale.
Il rinnovo delle promesse battesimali sottolinea, sin dall’inizio della celebrazione, il legame fra questi due sacramenti.
Fra le piccole modifiche apportate dalla CEI (Conferenza Episcopale Italiana) nel 2004 la tradizionale formula io prendo te… è stata sostituita da io accolgo te…. Si tratta di un cambiamento non solo formale, ma sostanziale: l’uomo e la donna sono, infatti, l’uno per l’altra, un dono di Dio che va accolto, da qui la nuova formula liturgica.
L’apertura dimostrata dalla Chiesa verso i non praticanti si è espressa, complessivamente, in una cerimonia più leggera, nutrita da un numero maggiore di letture dei Testi Sacri , ma senza comunione e caratterizzato da un linguaggio più semplice.
Chi, invece, si professasse credente e praticante usufruirà della più tradizionale delle cerimonie di nozze.
la formula
io prendo te...
è diventata
io accolgo te...
Tutti, in ogni caso, dovranno concordare con il sacerdote gli stralci dei Testi Sacri che intendono leggere nel corso della celebrazione.
Per esprimere il proprio consenso gli sposi quindi diranno: io accolgo te mio/a sposa con la grazia di Cristo, prometto di esserti fedele nella gioia e nel dolore, in salute e malattia e di amarti e onorarti tutti i giorni della mia vita.
Segue la benedizione degli anelli, quindi degli sposi.
Prima di concludere il sacramento con la tipica frase Vi dichiaro marito e moglie il sacerdote legge gli articoli 143, 144, 147 del Codice Civile. Essi sono fondamentali per conferire valore civile al matrimonio.

Il matrimonio civile

Le formule del matrimonio civile sono molto più semplici e la cerimonia è più breve. L’ufficiale di Stato Civile designato legge gli stessi articoli del Codice civile, che vengono letti dal sacerdote e che riguardano i doveri coniugali. Nel corso della cerimonia va inoltre comunicato se si intende usufruire del regime di comunione o separazione dei beni. Il silenzio solitamente ne sottintende la comunione. Dopo le domande di rito, avviene lo scambio degli anelli ed al termine della cerimonia l’officiante porge solitamente il proprio augurio ai novelli sposi.

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