lunedì 25 febbraio 2013

Il corso prematrimoniale: temi e tempi

Sposarsi in chiesa o sposarsi in comune: avete scelto?
Se la vostra scelta è per il sacramento del matrimonio in chiesa  e non su quello civile in comune, allora per sposarvi dovrete partecipare ad un corso prematrimoniale o "percorso per fidanzati".





Il corso solitamente si svolge presso gli uffici parrocchiali ed è articolato, non esiste una regola precisa, in 6-10 incontri.

Al termine del corso prematrimoniale vi verrà rilasciato un attestato di frequenza da presentare al parroco che celebrerà le nozze.

E’ un corso a tutti gli effetti, ma non dovrete sostenere alcun esame, basta il giudizio positivo del sacerdote, che è contenuto nel suo consenso alle nozze.


Gli argomenti trattati nel corso prematrimoniale sono molti e indicativamente queste sono le aree tematiche: 1. Il matrimonio come sacramento; 2. Il rito nuziale; 3. Aspetti giuridici del matrimonio; 4. Significato dell'essere cristiani; 5. Il rapporto di Coppia; 6. L'educazione dei figli; 7.Cineforum; 8. Raccoglimento e preghiera.

La promessa di matrimonio

vvero il passaggio dallo status di ragazzo e ragazza a quello di coppia fidanzata ufficialmente, in pratica promessi sposi






Si scrive promessa di matrimonio, ma si legge fidanzamento ufficiale.
La coppia grazie a questo passaggio “romantico-legale” abbandona di fatto i panni meno impegnativi dei “fidanzatini” per indossare quelli più maturi dei  “promessi sposi”.
La promessa di matrimonio ha una duplice valenza: romantica e burocratica.
Il primo aspetto, quello romantico, è quello più legato alla sfera emotiva della relazione ed è quando l’uomo chiede ufficialmente alla donna di sposarlo con il rituale dono dell’anello.

In passato, ma anche oggi alcuni perseverano nella tradizione, la promessa di matrimonio coincideva con la richiesta al padre della sposa della mano della figlia e con la conseguente legittimazione della nuova coppia all’interno della famiglia e della comunità.

Gli accessori dello sposo

La scelta degli accessori giusti: scarpe, cravatta, papillon, gemelli, boutounnièere... per rendere unico l’abito dello sposo






La protagonista assoluta del giorno delle nozze è e rimane la sposa, nulla da dire, ma anche lo sposo potrà dire la sua e per essere vagamente in linea con la perfezione e la bellezza della futura moglie dovrà stare attento ad ogni minimo particolare.

Non basta, quindi, indossare l’abito giusto, ma bisogna curare i dettagli e la scelta degli accessori diventa fondamentale: cravatta o papillon, gemelli, calze e scarpe, boutonnière, cintura e fascia.

Occhi in primo piano

La luce che brilla nello sguardo di ogni sposa deve essere esaltata da un make up occhi impeccabile, a lunga tenuta, capace di mimetizzare i difetti. E ovviamente a prova di lacrime!





Definire i contorni
La matita per occhi ha la prerogativa di donare intensità allo sguardo, ma a seconda di come viene applicata si possono ottenere risultati molto diversi.
Passata all’interno della rima palpebrale e sfumata con un pennellino regala profondità; tratteggiata lungo la rima superiore e sfumata verso l’esterno ingrandisce l’occhio. L’alternativa per definire i contorni è l’eye liner, ma è meglio evitarlo se gli occhi sono sporgenti o se il viso non è più giovanissimo, perchè marca troppo i lineamenti ed evidenzia i difetti.

A ogni sposa il suo bouquet

Vi presentiamo una sfilata di abiti cui abbiamo abbinato il bouquet adatto: ispiratevi!




Al di là della moda, dei fiori e del colore, il bouquet perfetto è quello che si intona alla sposa e rispetta lo stile del vestito ma non lo nasconde. Così una sposa alta con abito a sirena potrà permettersi il mazzo di calle dagli steli lunghissimi molto glamour ma inappropriato con un vestito a meringa.

Il bouquet a goccia o a cascata si usa sempre meno ed è riservato ad abiti importanti, ma anche a spose non troppo alte che apparirebbero ancora più slanciate.

Detto ciò, non ci sono regole precise per scegliere il mazzolino giusto, ogni abito e ogni donna ha il suo. Come individuarlo? Vi presentiamo una sfilata di abiti cui abbiamo abbinato il bouquet adatto: ispiratevi!

Il bouquet che viene dal freddo

Quando il freddo arriva non resta altro da fare che scaldare il proprio cuore con i toni caldi e avvolgenti della natura. Dal giallo al rosso, dall’arancione al rosa antico, scoprirete che anche un insospettabile bianco può diventare il colore adatto per un bouquet davvero hot.




Durante i mesi più freddi dell’anno, quando nell’immaginario collettivo i fiori appassiscono, i bouquet da sposa esprimono tutta la loro vitalità. Merito dei caldi colori autunnali ma soprattutto dell’eccezionale creatività dei flowers wedding designer che, sapientemente, riescono ad utilizzare quello che la natura offre in autunno e inverno abbinandolo a qualche originalissimo elemento.

I tradizionali bouquet dai toni pastello, dunque, dovranno aspettare l’arrivo della primavera per sfoggiare tutta la loro elegante bellezza. Protagoniste indiscusse di questo periodo sono, invece, le calde e avvolgenti tonalità della terra come il rosso, l’arancione e il giallo; i nostri esperti, però, non disdegnano neanche il rosa antico e il bianco che, in questo articolo, abbiamo voluto riservare ai mesi invernali.


Foto dal blog The Natural Wedding Company


Quali sono, quindi, i fiori da prendere in considerazione per realizzare un bel bouquet intonato con queste stagioni?

Molto utilizzate sono, sicuramente, le calle e le rose; ma le vere star di queste composizioni, come vedrete, sono le bacche, le viti, i baccelli, i frutti di bosco, i rametti di legno e persino quelle foglie cadute dagli alberi che ricoprono, con l’arrivo del freddo, i prati dei nostri parchi.




Nella foto, Bouquet autunno del Fiorista Marchesetti

Come nel caso di questo bouquet compatto dallo stile un po’ retrò in cui le foglie di quercia, che sembrano raccolte nel corso di una passeggiata autunnale a Central Park, fanno da cornice alle rose bianche di tipo avalanche.

Home Guida alle nozze La sposa e lo sposo Le scarpe da sposa Scarpe e sandali per la sposa d’estate Scarpe e sandali per la sposa d’estate

Guida alle scarpe da sposa versione primavera estate: una breve carrellata sui trend.

L’emozione di camminare sul red carpet della nuova vita è irripetibile, una gioia quasi infantile.
Ma prima, quanti dubbi: modello, tacco, colore.

Con la piccola guida alle scarpe da sposa versione primavera estate noi ti aiutiamo a scegliere tra sandali e peep toe, tra il bianco e l’oro, tra gioielli e pizzi. Ma su un dettaglio non si discute: il tacco. Che deve essere alto. Anzi altissimo.


Peep Toe con il classico

La décolleté spuntata, in gergo modaiolo peep toe, è il grande revival (degli anni Cinquanta) di questa stagione. Perfetta con abiti classici, lunghi, voluminosi, fruscianti. Mai con le calze.


1 - Collezione Sposa Sergio Rossi in 16 modelli, solo su ordinazione e personalizzabile con nomi e data. 2 - Pelle effetto vernice, con fibbia in strass. Di Ballin. 3 - In onore al black and white anche per la sposa: Ralph Lauren Collection con fiore e finiture neri. 4 - Pelle color cipria con fiocco, tacco 11. Di Nicole Brundage. 5 - Peep toe tipo Chanel, con fiocco. Sergio Rossi.





Sandali senza velo

Anche l’abito deve avere una connotazione estiva: sì al voile, ma assolutamente no al velo. Con i sandali meglio un’acconciatura di fiori. Da evitare le unghie dipinte di rosso e, ovvio, le calze.


6 - Modello Chanel ultrachic per il sandalo in satin con fiocco laterale di Kate Spade. 7 - Alla schiava con tacco, di Jimmy Choo Scarpe Sposa. - 8 - Stampa coccodrillo e strass sulla fascia, di Giuseppe Zanotti Design.




Oro con discrezione

Il sandalo tutto oro richiede una riflessione attenta sull’abbinamento con l’abito che non deve risultare sminuito dai bagliori. Vince il contrasto: oro perfetto con mise minimal tipo sottoveste.


9 - Oro giallo per i sandali laminati di Ballin. 10 - In capretto laminato color oro rosso il sandalo di Miu Miu. 11 - Si chiama Half d’Orsay Pump il sandalo semichiuso con plateau di Valentino.




Gioielli per il corto

Fatti per essere desiderati. E indossati con abiti a sirena o fascianti, con ampio décolletè o meglio senza spalle. Molto glamour con abiti corti a palloncino.


12 - Realizzati a mano in laminato oro con Swarovsky, Collezione Tata Tiò. 13 - Un solitario trattiene le ruche della fascia nel modello Metallic d’Orsay di Manolo Blahnik. 14 - Ricorda gli anni Cinquanta il sandalo gioiello in laminato oro e pietre di Miu Miu.




Miti per sognare

Scarpe preziose che diventano l’oggetto cult o l’ispirazione per osare un nuovo look sotto il total white, come richiamo al bouquet, alla cintura o addirittura ai colori del ricevimento.


15 - In satin blu royal la décolleté disegnata da Manolo Blahnik per Sarah Jessica Parker (Sex and the city). 16 - Preziosissimo sandalo in merletto di Offida, di Marco Massetti. 17 - Mozzafiato il sandalo di René Caovilla in raso e strass. 18 - Sempre di Manolo Blahnik le Jeweled Satin d’Orsay porpora con fibbia gioiello.

Collezione abiti da sposa 2013

Tante sono le tendenze degli stilisti per il nuovo anno, abbiamo creato una passerella apposta per te: scegli il modello ideale in base al tuo fisico e alla tua personalità tra le collezioni di abiti da sposa 2013.





La sposa dell’anno prossimo sarà... un’autentica sirena fasciata di sete, una regina vestita di pizzi, una dea greca in peplo, una Venere che sorge da un mare di tulle, una fanciulla in fiore o un’elegantissima donna con i fiocchi?

Tante sono le tendenze degli stilisti per il 2013 e tante le idee che ti diamo, con una passerella creata apposta per te, a seconda del tuo tipo.

Scegli l’abito in base al fisico, certo, senza dimenticare però la tua personalità. E allora, ecco i pizzi per chi si sente una regina, il peplo per chi abbonda in curve e in spirito e... continua a leggere per scoprire il tuo vestito ideale.

Come scegliere l'abito da sposa

Prima ancora del colore, del tessuto e delle eventuali decorazioni, è la forma dell’abito da sposa a fare la differenza.

Individuare la più adatta alle proprie caratteristiche significa partire con un doppio vantaggio: restringere la scelta e fornire indicazioni più efficaci al personale dell’atelier o della sartoria.

Con la certezza che, una volta scelto, il modello vi calzerà a pennello.

CLASSICO
È l'abito da sposa per eccellenza, con gonna voluminosa e bustino aderente.
Si tratta di un modello che dona a tutte, esili e formose, con un’unica accortezza: più la gonna è ampia e voluminosa, più il busto deve essere filiforme.
L’importanza dell’abito, soprattutto se arricchito da decori e ricami, vuole che gioielli e accessori siano inesistenti o quasi.


Nella foto esempi di abiti classici: Alessandro Couture; Nicole Spose; Atelier Aimèe Montenapoleone

domenica 24 febbraio 2013

La lista nozze

VIAGGIO DI NOZZE ONLINE? LA LISTA SI FA... IN TRE

Viaggio di nozze online? La lista si fa... in tre

Meta esotica, itinerario avventuroso o vacanza a tutto relax? La luna di miele parte dal web grazie alla lista di nozze virtuale: pratica, tecnologica e adatta a tutte le esigenze. Basta saper scegliere.

Top 10 degli oggetti indispensabili in cucina


Passata la festa, di ritorno dal viaggio di nozze, ecco la sposa in veste di casalinga.




Dieci piccoli oggetti indispensabili in cucina
Noi però preferiamo non usare questa parola un po’ vecchia e spesso fuori luogo, perché definisce con un certo disprezzo un  ruolo ovvio e naturale di donne, ma anche di uomini, che gestiscono una casa e una famiglia.

Insomma, cucinare è normale e può essere anche molto piacevole se si possiedono gli attrezzi giusti (altrimenti si rischia di sprecare tempo e fatica). Sicuramente avrete ricevuto in regalo il grosso della dotazione di cucina, perciò non parleremo di set di pentole, robot, microonde o tostapane.

Ma delle piccole cose, quegli oggetti o utensili che in genere non si regalano e cui magari non si pensa, se non dopo averne avvertita la mancanza. Guardate il nostro elenco e controllate che non vi manchi nulla, altrimenti anche preparare un’insalata diventa un’impresa.

La Lista Nozze


Un modo pratico e utile  per iniziare un cammino insieme, togliendosi  anche qualche piccolo sfizio..



"Ogni cosa ha il suo prezzo..." cantava Edoardo Bennato in Venderò nel lontano 1976, anche se lui si riferiva alle emozioni date in pasto al mercato discografico, tanto che il brano si chiudeva con un laconico "... nessuno lo sa quanto costa la mia libertà". Bel pezzo, ma questa è un'altra storia.
Dicevamo, ogni cosa ha un suo prezzo, anche i sogni. Certo, detto in questi termini il concetto potrebbe sembrare poco poetico e per nulla romantico, ma, trascorso l’attimo della riflessione, la felicità per il regalo resta.


La lista nozze, come concetto, viaggia su questo doppio binario della fantasia e del realismo e la domanda che si pongono la maggior parte degli sposi è: "lista nozze si o lista nozze no?"

Trovare una risposta adeguata e buona per tutte le stagioni e per tutti gli umori non è cosa semplice ma siamo qui apposta e, se state leggendo questo pezzo, probabilmente siete alla ricerca per lo meno di un buon consiglio.


Nozze civili le fasi del rito

Le fasi e le parole del matrimonio celebrato in “Comune”






Un matrimonio celebrato in chiesa può arrivare a durare anche un’ora e mezza, il rito civile, invece, nella sua linearità è molto breve e solitamente non si superano i 20 minuti.

La celebrazione può essere divisa in 3 momenti: la lettura di tre articoli del Codice Civile, l’esplicita e pubblica dichiarazione di volontà di coniugarsi e poi la lettura dell’atto di matrimonio e la sua sottoscrizione da parte degli sposi, dei testimoni e dell’Ufficiale di Stato Civile.

Il libretto della messa

IL LIBRETTO MESSA: CONSIGLI PRATICI

Il libretto messa: consigli pratici

Il matrimonio, secondo l’accezione cattolica e cristiana, è un Sacramento di cui gli sposi sono i primi ministri. Questo significa che, se avete scelto il rito religioso, dovrete occuparvi in prima persona della sua composizione.

Luogo della cerimonia

MATRIMONIO ALL'APERTO. EN PLAIN AIR: PER UN Sì ALL’ARIA APERTA

Matrimonio all'aperto. En plain air: per un sì all’aria aperta

Per un matrimonio in perfetto stile americano ed un po’ fuori dagli schemi vi presentiamo il matrimonio all’aria aperta. Leggete i nostri consigli affinché possiate anche voi sposarvi con una  benedizione davvero speciale: quella del cielo!

La musica durante la cerimonia

LA MUSICA PER LA CERIMONIA CIVILE

La musica per la cerimonia civile

Una guida alla scelta dei brani migliori per accompagnare i momenti salienti della celebrazione nuziale in comune

Il corteo nuziale



Il rabarbaro, pianta della fertilità

Il suo nome, spesso citato con l’aggiunta dell’aggettivo cinese per reclamizzare qualche prodotto dalle virtù medicinali, fa venire alla mente scenari esotici, non sospettando invece che il rabarbaro è diffuso nel nostro territorio allo stato spontaneo, specie in montagna.


Il nome del genere è Rheum e dato che viene coltivato in India e in Cina, che per gli antichi erano terre di barbari, fu definito Rheum barbarum, da cui rabarbaro.

Per i Cinesi, che apprezzavano la sua bellezza unita alle sue proprietà medicinali, era il simbolo della bellezza fertile.


La graziola, pianta dell’umanità


La Gratiola officinalis, è una pianta nota anche con il nome di “stancacavallo”, o “erba dei miracoli e della morte”.



Questo ultimo nome deriverebbe dal fatto che alcuni testi antichi tramandano che, nei secoli XVI e XVII, la graziola veniva usata come medicamento ottenendo risultati straordinari e... decessi altrettanto sorprendenti!

Non compare in nessuna delle opere botaniche o mediche dell’antichità: se ne ha notizia per la prima volta nel 1536, quando trova spazio nell’Herbolario vulgare stampato a Venezia.

Fiore solitario dalla corolla bianco-rosea, la graziola simboleggia l’umanità.

Il treopeolo dal dolce profumo

Il tropeolo, pianta originaria dell’America Latina, è un’erbacea rampicante che fa capolino soprattutto dalle staccionate colorate dei giardini inglesi, con belle foglie carnose, tondeggianti, a forma di scudi e con fiori simili ad elmi.




E proprio per questa somiglianza il naturalista Linneo, ispirandosi alle spoglie dei vinti, cioè elmi e scudi, coniò il loro nome scientifico traendolo dal greco trópaion, “trofeo”.

Il tropeolo incanta per i suoi colori che vanno dal giallo, all’arancio, al rosso, e per quel suo caratteristico calice dotato di un lungo sperone.

Grazie al sottile profumo lievemente mielato che emana, è l’emblema della dolce vittoria.

La camelia dalla leggiadra bellezza


Pianta dai fiori bellissimi, la camelia è però senza odore.




Marie Duplessis, la sfortunata amante di Alexandre Dumas figlio e da lui immortalata come Marguerite Gautier in La Signora dalle Camelie, ne fece il suo fiore, non potendo, a causa del mal sottile, sopportare alcun profumo floreale.

La camelia, importata nel Settecento dal Giappone, dove era coltivata da secoli dal missionario gesuita George Joseph Kamel, ebbe nell’Ottocento un riscontro eccezionale, con l’Italia in testa alla produzione mondiale: le donne amavano appuntarla alla scollatura dei vestiti, gli uomini la portavano all’occhiello della giacca.

Fiore meraviglioso, la camelia non poteva che assurgere a simbolo della bellezza.

La butea, pianta di fuoco


La Butea frondosa appartiene alla famiglia delle Leguminose.




Proviene dall’India centrale e vive il suo momento migliore col sopraggiungere dei primi caldi, quando la pianta diviene di “fuoco”, grazie a quell’esplosione di fiori arancio e vermigli che contrastano con il verde delle foglie e l’ocra della terra.

L’albero, che in indi è chiamato dhak, è consacrato alla Luna. Una leggenda vuole che sia nato dalle spoglie di un falco, bagnato dagli dei con il loro nettare, il soma, che rende immortali.

Per la forma dei suoi fiori, che ricordano il becco di un uccello, la pianta della butea da noi è conosciuta anche come “albero pappagallo”. In India è il simbolo della fecondità.

Sollievo dalla farfara


“Farfara” e “tossilaggine” sono i nomi più usati per indicare la Tussilago farfara, un’erba della famiglia delle Asteracee comune in tutta Italia.




Il nome del genere Tussilago deriva dai termini latini tussis, che significa “tosse”, e ago, che vuol dire “caccio”, con evidente riferimento all’impiego della pianta come rimedio contro la tosse.

La farfara è un’erba dall’aspetto piuttosto dimesso, il cui fiore compare per primo, e solo dopo la fioritura spuntano le grandi e rotonde foglie dentellate.

La farfara  è un rimedio contro l’asma e le affezioni broncopolmonari: forse per questo è ritenuta il simbolo del sollievo.

La rosa damascena, fiore radioso


Le rose damascene adornavano i celebri giardini di Persia, ma vi sono testimonianze che fossero in coltura già 1000 anni prima di Cristo, nelle isole di Samo e di Rodi, dove erano riservate al culto di Afrodite.




Erodoto ci testimonia che le rose damascene erano presenti nei giardini di re Mida di Frigia, “così soavi che nessuna altra poteva essere al loro pari per bellezza e fragranza”.

Dalle parole di Plinio il Vecchio sappiamo che ghirlande di questi magnifici fiori addobbavano mense ed erano… tappeto per i delicati piedi degli imperatori.

Per i suoi petali rosati la rosa damascena simboleggia il colorito di un volto radioso.

Il calamo aromatico, simbolo della prudenza

Il calamo aromatico o “calamo vero”, l’Acorus calamus, è una pianta caratteristica dei luoghi umidi e paludosi delle zone a clima mite.



Originaria dell’Asia, veniva usata dagli Indiani sin dai tempi più remoti come medicamento: le sue proprietà terapeutiche erano note anche al tempo di Plinio il Vecchio.

La pianta si lascia ammirare per le eleganti foglie simili a quelle dell’iris, che sprigionano, insieme alle radici tuberose, un profumo aromatico molto simile a quello del ginseng.

La sua infiorescenza è modesta, nascosta dalle foglie, ma per una pianta così elegantemente profumata è una mancanza perdonabile. Il calamo aromatico simboleggia la prudenza

La calmante valeriana 

 

La valeriana, dai fiori bianchi o rosati, cresce spontaneamente nelle nostre regioni ed è da sempre utilizzata per le proprietà calmanti dei principi che si estraggono dalla sua radice.




L’erba valeriana ogni mal resana” recita un vecchio adagio, a testimonianza della grande stima di cui gode questa pianta. Anche in Inghilterra è molto apprezzata ed è nota col nome di poor man’s remedy.

Una vecchia leggenda narra che il demonio, invidioso del potere della valeriana, si accaniva contro le radici di quest’erba, addentandole nel tentativo di distruggerle: per questo è conosciuta anche con il nome di “morso del diavolo”.

La valeriana simboleggia la disposizione d’animo accomodante.

L’iperico, pianta tenace


Dell’iperico due sono gli aspetti che colpiscono: la luminosità del giallo vivo dei suoi fiori e la tenacia che lo fa vegetare senza però fiorire, se il luogo dove vive è troppo ombreggiato.




Si tratta quindi di una pianta solare che nel Medioevo era associata agli umori collerici e veniva usata contro l’isteria oppure, in tutt’altra situazione, contro l’itterizia.

L’iperico, dal profumo simile a quello dell’incenso, era famoso col nome di fuga daemonorum ed era utilizzato in pratiche magiche per cacciare i demoni e gli spiriti delle tenebre.

Oggi la pianta è conosciuta anche col nome di “mille buchi”, per i fori che punteggiano le sue foglie. Nel linguaggio dei fiori l’iperico simboleggia la pazienza.

Il polemonio, fiore della serenità


Il polemonio, erba perenne delle Polemoniacee, è caratterizzato da fitte foglioline e deliziosi fiori a campanula azzurri o bianchi riuniti in pannocchie.




Molto diffusa nei nostri giardini, questa pianta delicata, conosciuta anche con il nome di “valeriana greca, ha la caratteristica di avere delle foglie a segmenti lanceolati che, disposte simmetricamente lungo lo stelo, ricordano i pioli di una scala.

Per questo è detta “scala di Giacobbe”, con riferimento all’episodio biblico della Genesi, nel quale Giacobbe vede in sogno una scala che unisce la terra al cielo, sulla quale scendono gli Angeli del Signore.

Il polemonio è simbolo della serenità e della dolcezza d’animo

L’elicriso, per farsi ricordare


L’Helichrysum bracteatum, conosciuto col nome di “semprevivo” e “immortale”, è una pianta dai fiori cartacei e riuniti in corimbi giallo chiaro, che si possono facilmente essiccare e utilizzare come fiori invernali per diverse composizioni floreali.




Si narra che un giovane, dovendo abbandonare la propria amata per andare in guerra, le fece dono di un mazzo di elicrisi: questi, impietositi dall’infelice amore, chiesero di non morire, perché la donna potesse godere per sempre della loro vista e ricordare così il proprio uomo.

Nel linguaggio dei fiori, l’elicriso indica il desiderio di essere ricordati; da altri, non si sa bene perché, è ritenuto simbolo dell’esilio.

Il Linguaggio dei fiori

LA PIANTA DEL CAFFè, SIMBOLO DI ELEGANZA

La pianta del caffè, simbolo di eleganza

La Coffea arabica, la pianta del caffè, è un alberello che in natura può arrivare fino agli 8 metri di altezza.

L’euphorbia tirucalli, pianta dai mille nomi 

 

L’Euphorbia tirucalli è una pianta originaria dell’India e del Sudafrica, dove raggiunge anche i 10 metri di altezza.



Quella presente nei nostri appartamenti ha dimensioni molto più contenute, sebbene rimanga una pianta intrigante per i mille nomi con i quali è conosciuta.

È nota infatti come “pianta del latte”, per quel liquido biancastro che sgorga dalle incisioni provocate in ogni sua parte, ma viene indicata anche con il nome di “latte delle streghe”.

Per i suoi rami cilindrici la fantasia popolare l’ha battezzata “albero delle dita” o “albero delle matite”. E, dopo la scoperta al suo interno di sostanze simili agli idrocarburi, è stata definita anche “albero della benzina”.

Per la linearità e pulizia delle sue forme, simboleggia l’essenzialità.

La clivia, simbolo della generosità

 

La clivia, erbacea perenne sempreverde, fece la sua prima comparsa in Europa all’inizio del XIX secolo.



In Oriente, sua terra di origine, era apprezzata per le foglie che rimandano a taglienti lame di certe spade usate nei combattimenti di arti marziali; altri hanno visto in queste foglie, verdi lingue di ipotetici animali del Giurassico.

A noi occidentali ciò che colpisce è essenzialmente la massa di infiorescenze pendule ad ombrella, che queste piante riescono a produrre senza risparmio.

Il nome della clivia deriva da Lady Clive, vissuta nel XIX secolo, moglie del III duca di Northumberland. Per il suo aspetto rigoglioso simboleggia la generosità.

La mimosa sensitiva, pianta sensibile

 

Esiste un tipo di mimosa con fiori rosa-violacei, da non confondere con quella gialla più famosa, l’Acacia dealbata, che viene definita Sensitiva ed è originaria del Brasile.



La pianta è definita Mimosa pudica per la sua particolare sensibilità. Se infatti ne tocchiamo le foglie, queste si muovono ripiegandosi su se stesse e i piccioli si incurvano abbassandosi; per tornare a prendere la loro posizione naturale, la pianta non va toccata per qualche tempo.

Il nome Mimosa deriva dal latino mimus, che significa “mimo, attore”, e si riferisce ai movimenti con cui le foglie della sensitiva reagiscono a qualsiasi contatto, proprio come un attore con la sua espressività mimica.

Per la sua sensibilità e per quella sorta di timida ritrosia, la Mimosa pudica è simbolo del pudore e della semplicità.

Un Gioiello di Sposa

E luce fu. Se è vero che la sposa, nel giorno delle nozze, deve brillare di luce propria, il gioiello giusto può sicuramente facilitarle il compito. E la scelta in materia è talmente vasta da accontentare gusti ed esigenze diversi, pur senza abbandonare il denominatore comune del “pochi ma buoni”.

Gioielli protagonisti, dunque, non in quantità ma in qualità e impatto scenico. Uno chandelier elaborato per esaltare un abito semplice, una parure luminosa per far brillare il viso o un torchon da diva anni Trenta? Le proposte abbondano, e così pure le novità.

Cascata di diamanti per le spose d'estate 

 

I diamanti sono i migliori amici anche delle spose.
Una cascata di diamanti per la sposa di giugno che si veste di cristalli, Swarovski e zirconi per brillare come una vera regina. Mentre la regina vera, Elisabetta II, festeggia il Diamond Jubilee per i 60 anni di regno.






Dal 2 al 5 giugno è festa grande in Inghilterra, Sua Maestà indosserà alcuni dei gioielli più famosi della collezione personale, altri, appartenenti alla Corona, saranno esposti a Buckingam Palace dal 30 giugno all’8 luglio.

I bagliori di quei diamanti ispirano le nostre spose d’estate: tiare e collier, vestiti e pochette impreziositi con pietre luccicanti sono oggetti del desiderio che almeno una volta nella vita ci si può permettere.

E quando, se non il giorno del proprio matrimonio? Paura di esagerare?

Guardate la supermodel Eva Herzigova al Film Festival 2012 di Cannes, in Dolce & Gabbana di pizzo e cristalli con il magnifico collier Chopard creato in onore di Marilyn Monroe, e giudicate voi.


Dimmi di sì: scegliete il vostro anello di fidanzamento

Cercate un anello per suggellare la vostra promessa di matrimonio? Queste sono le nostre proposte scelte tra le più in voga del momento: dall’amatissimo e celebrato solitario sino alle fedi più originali.





E’ sicuramente il regalo più ambito e desiderato dalle fanciulle di tutto il mondo in quanto simbolo della promessa di amore eterno da parte del proprio partner. Stiamo parlando dell’anello di fidanzamento, tappa obbligata per tutti coloro che hanno deciso di intraprendere la lunga ed affascinante strada verso il matrimonio.

I modelli proposti dai grandi nomi dell’oreficeria italiana sono davvero tanti ed uno più bello dell’altro.

Per aiutarvi nella scelta vogliamo proporvi la nostra selezione di quelli che ci hanno colpito di più.

Date un’occhiata se tra questi c’è anche il vostro!

I gioielli per la sposa a seconda dell'acconciatura e del decollète

 

Che gioiello indossare con l’abito da sposa? Probabilmente sarà l’ultimo dei pensieri nel tourbillon delle decisioni da prendere in vista del gran giorno, ma resta pur sempre un pensiero.


Esclusi anelli e braccialetti, che non si portano per lasciare alla sola fede il ruolo di protagonista, come scegliere il gioiello giusto?

Tra la collanina di perle molto bon ton e gli orecchini chandelier molto vistosi? Tra la parure e il punto luce? Vi diamo noi qualche dritta per brillare, letteralmente, il giorno del Sì (e anche dopo).
Vero o falso? Dopo anni di bijoux e brillocchi formato XXL anche per la sposa, la tendenza 2013 segnala il ritorno del gioiello: piccolo, semplice, discreto, ma vero. La parure, anche se vera, è da evitare (ciò vale sempre, a meno che siano gioielli da red carpet): fa tanto prima comunione.
Orecchini o collana? La scelta dipende soprattutto dall’abito e dall’acconciatura.

Il collier completa il vestito molto scollato, gli orecchini esaltano il viso se si sceglie la pettinatura raccolta. Meglio puntare su un solo gioiello, per evitare l’effetto madonna di Lourdes.
Ma se il vestito è tempestato di perle, Swarovski e cristalli, qualsiasi addobbo ulteriore può essere eccessivo: sia la collana sia gli orecchini si confonderebbero in un unico luccichio.

Guida alla scelta delle fedi nuziali 

 

I consigli dell’esperto per scegliere gli anelli simbolo dell’unione perfetta




Se un diamante è per sempre, la fede nuziale non è da meno e la sua scelta rappresenta un momento cruciale, anche perché, senza troppi giri di parole, si tratta di un gioiello che ci accompagnerà, si spera, per tutta la vita.
Il consiglio, quindi, a prescindere da chi dovrà pagare le fedi, è che siano gli sposi a scegliere gli anelli.
Non fatevi, quindi, condizionare dal budget di chi vorrà regalarvi i preziosi: se vi innamorerete di un prodotto più caro rispetto a quanto potranno spendere i vostri testimoni, non esitate ad acquistare comunque quel gioiello piuttosto che un altro, pagando voi la differenza. La vostra felicità viene prima di tutto.
La domanda che si pongono, però, la maggior parte degli sposi è: “come faccio a scegliere la fede nuziale?

Per questo ci siamo noi, non nel senso che le vendiamo, ma nel senso che cercheremo di fornirvi, come al solito, alcuni pratici consigli per aiutarvi nella scelta e ovviamente ci siamo affidati ad un esperto del settore in modo che il punto di vista sia il più preciso possibile.
Ci siamo fatti guidare in questo viaggio da Andrea La Leggia, la cui attività principale è la compravendita di preziosi, una passione ereditata dai genitori, che aprirono il loro primo negozio a Roma nel 1952.

Una passione cresciuta, dunque, tra i banchi della gioielleria di famiglia, dove Andrea si è formato anche professionalmente, per passare poi attraverso l’apertura di due negozi a Roma e a Grottaferrata e approdare infine al mondo della rete e di Internet: prima con uno shop online su ebay nel 2002, ancora attivo con oltre 13500 feedback 100% positivi ed oltre 22500 transazioni avvenute.

In 25 anni di attività, come ci ha raccontato durante l’intervista, Andrea ha cercato di portare avanti i valori che gli hanno trasmesso i suoi genitori: onestà, disponibilità, professionalità, competenza e, soprattutto, passione.





Come scrivere le partecipazioni e gli inviti


Come scrivere le partecipazioni e gli inviti


Di seguito riportiamo alcuni modelli per scrivere le partecipazioni e gli inviti.
Ricordiamo innanzitutto che la competenza, solitamente, spetta ai genitori degli sposi...




Di seguito riportiamo alcuni modelli per scrivere le partecipazioni e gli inviti.
Ricordiamo innanzitutto che la competenza, solitamente, spetta ai genitori degli sposi. Non sono comunque rari i casi in cui sono gli stessi futuri coniugi a occuparsene.


Due suggerimenti: la busta deve essere scritta in ogni caso a mano; i titoli e le onorificenze (Dott, Cav...) possono essere riportati o tralasciati, una delle possibili soluzioni (specie nel caso delle onorificenze) è quella di trascrivere il titolo con sopra una barra come per cancellarla.

Per ottenere maggiori informazioni sul significato delle partecipazioni, sui destinatari e sulle tempistiche rimandiamo alla pagina Le partecipazioni e gli inviti.

Confettata : Tipologia confetti e presentazione

C’era una volta il semplice confetto bianco. Alla mandorla, o al cioccolato per i più trasgressivi.





Portato a spasso dai futuri sposi con le partecipazioni, infilato nelle bomboniere, offerto agli invitati in fase di commiato… sempre presente, ma mai protagonista.

Finché non è arrivata la confettata: un vero e proprio allestimento a tema che segna l’ultima tappa del ricevimento, una cascata di confetti e confettini, dolcetti, caramelle, bon bon per la gioia degli occhi e dei golosi.

Tipologie confetti e stile

Cominciamo dall’aspetto. Lo stile e i colori sono tendenzialmente gli stessi che hanno fatto da fil rouge alle nozze, ma si può anche scegliere di stupire cambiando totalmente e proponendo, ad esempio, una confettata dall’effetto vintage (colori sabbiati, barattoli di vetro, allure da negozio di dolci d’altri tempi) dopo un pranzo minimal e moderno. I colori caramella restano comunque i più richiesti: arancione vitaminico, verde lime, rosa corallo, giallo sole allestiscono gioiosamente la tavola dedicata ai confetti e danno il via libera alla fantasia.

Che si può esprimere nella scelta dei gusti grazie ad una varietà sorprendente. Sono almeno 42 i tipi di confetti oggi disponibili: dal babà al limoncello, passando per ricotta e pere, caramella mou e wafer. Quanti proporne? Per non esagerare e confondere gli ospiti, si può optare per sei-otto tipi di confetti. Mezzo chilo ciascuno è la quantità consigliata per 200 invitati, dunque potrete tararvi di conseguenza.

Scegliere il ripieno in base alla stagione delle nozze può essere un buon criterio: sicuramente il confetto all’anguria sarà più apprezzato di quello alla castagna sotto il sole di luglio.

Indispensabili i cartellini segna-gusto, preparati con lo stesso stile di quelli al tavolo e sul tableau marriage, il più possibile fissi ed evidenti per evitare che vadano persi. Non serviranno indicazioni, invece, per i vari marshmallows, lecca-lecca, cup cakes e biscotti glassati che sempre più spesso arricchiscono la confettata trasformandola nel paradiso del dolce (e dei dentisti!).